Dilemma sulla presentazione!

Considerazioni su effetti, eisibizioni e sull'arte magica in generale.
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Iano
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13/08/2019, 18:59

Salve a tutti,
metto subito le mani avanti poiché sto per contestare due grandi nomi della magia ma forse ho un po' frainteso il concetto che segue, mi appello alla grande comunità di K52 per ritornare sulla retta via.

Innanzitutto citiamo la fonte: primo numero di Magia - la rivista italiana di cultura magica.
[Off topic: pensavo di portare una "recensione" (che parolone! diciamo un'opinione personale) a riguardo, sarebbe gradita?]

Riporto per intero i passi incriminati, sono due:
1. Le prime pagine riportano un'intervista al grande Silvan (sempre sia lodato) ed ecco il pensiero che esprime riguardo al tema della presentazione: "Oserei dire che la presentazione è un po' come una fisarmonica che si espande e si contrae negli alti e bassi; nel nostro caso, si fa la stessa cosa valutando la psicologia che contraddistingue un determinato pubblico dall'altro. Non si può proporre "Romagna mia" di Casadei a chi preferisce l'"Adagio" di Albinoni. È questo che il mago deve capire."
2. Un po' più avanti Ian Rowland, nel presentare un effetto di mentalismo, spiega l'importanza di adattare una presentazione al pubblico che ci sta di fronte: "... quando adattate un tru**o allo specifico tipo di pubblico che vi sta di fronte, riuscite più facilmente a renderlo partecipe"

Adattare le presentazioni al pubblico? Non va contro la costruzione di un personaggio personale? Dovrei cambiare personaggio in base al pubblico per il quale mi esibisco? Mi sembra un po' una limitazione alla libertà di espressione dell'artista.
È vero che presentare un effetto con lo stile di Eugene Burger ad una festa per bambini stona un po', ma se ho lo stile di Eugene Burger (magari!) non mi esibisco per i bambini.

Ripeto che probabilmente non ho ben capito cosa intendessero, aspetto i vostri commenti :D

P.S. è da molto che non entravo nel forum, dovrei tenermi più aggiornato :lol:

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Ledgar
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28/08/2019, 8:51

Ciao Iano,
Iano ha scritto:
13/08/2019, 18:59
Innanzitutto citiamo la fonte: primo numero di Magia - la rivista italiana di cultura magica.
[Off topic: pensavo di portare una "recensione" (che parolone! diciamo un'opinione personale) a riguardo, sarebbe gradita?]
Perché no. Penso che la condivisione sia la base del concetto di forum quindi procedi pure. Non aspettiamo altro. :)

Iano ha scritto:
13/08/2019, 18:59
Adattare le presentazioni al pubblico? Non va contro la costruzione di un personaggio personale? Dovrei cambiare personaggio in base al pubblico per il quale mi esibisco? Mi sembra un po' una limitazione alla libertà di espressione dell'artista.
È vero che presentare un effetto con lo stile di Eugene Burger ad una festa per bambini stona un po', ma se ho lo stile di Eugene Burger (magari!) non mi esibisco per i bambini.

Ripeto che probabilmente non ho ben capito cosa intendessero, aspetto i vostri commenti :D
Mi trovi perfettamente allineato.
Forse per comprendere interamente l'affermazione, sarebbe necessario sviscerare direttamente con lui l'argomento. Poco più di 2 righe su un tema così vasto non gli rendono giustizia.

Ragionando sulla cosa, anche a me viene da citare Burger.
Lui stesso paragona la figura del mago a quella del pittore: "Per essere un pittore, bisogna aver finito almeno un quadro!
Sostanzialmente cerca di far comprendere al lettore quanto un effetto magico non possa ritenersi tale senza una buona "cornice" (la presentazione).

Premetto che quella di seguito è, chiaramente, una mia personalissima opinione (IMO, come diceva qualcuno qui sul forum).

Se volessimo esaminare approfonditamente la questione, potremmo paragonare, di conseguenza, l'effetto magico ad un quadro. Il risultato finale, quindi, dell'artista.
Un effetto magico non può ritenersi tale senza un insieme di fattori fondamentali che lo completano, come un quadro senza sfondo, soggetto principale, dettagli, cornice.
Un quadro "finito" non può essere adattato agli occhi di chi lo guarda, per assurdo, un effetto magico ad uno spettatore.

E' senza dubbio un ragionamento estremo, eccessivamente legato ad un'affermazione fatta per rendere meglio il concetto dell'importanza della presentazione in un effetto magico.
Credo, però, sia un ottimo punto di partenza per molteplici riflessioni.

Un saluto,

L.
"Voglio mostrarti un gioco nuovo, ho finito di studiarlo proprio ieri."
"No, grazie. Non voglio vederlo, non mi interessa. Mostrami, invece, quello che fai da anni, quello su cui hai studiato, che hai modificato e migliorato. È quello, si. È proprio quello che mi interessa!"


Cit. Pablo Doménech

Iano
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Iscritto il: 12/03/2016, 21:57
Località: Padova (PD)

29/08/2019, 18:25

Ledgar ha scritto:
28/08/2019, 8:51

E' senza dubbio un ragionamento estremo, eccessivamente legato ad un'affermazione fatta per rendere meglio il concetto dell'importanza della presentazione in un effetto magico.
Credo, però, sia un ottimo punto di partenza per molteplici riflessioni.
Condivido a pieno!

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